Ma quale influencer…

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La bomba è stata lanciata… udite udite gli influencer ‘non fanno un cavolo‘. O almeno è quello che vogliono far credere. Ed allora, per controbattere a chi punta il dito su mademoiselle troppo ignude nasce un vero e proprio corso di laurea triennale.

Non è uno scherzo. Ma facciamo un passo indietro ed analizziamo la situazione.

L’influencer nasce con la creazione della radio prima e della televisione poi. Si chiamavano vip, personaggi famosi, voce riconosciute. Ma i loro ‘consigli per gli acquisti‘ era ascoltati da tutti. Poi la patata bollente della promozione dei prodotti è passata nelle mani di soubrette in costumi e sorrisi ammiccanti.

Erano in bianco e nero, certo, ma anche loro erano influencer. Chiamate ‘le signorine per gli acquisti‘ i prodotti sponsorizzati andavano a ruba. E sapete che cos’è tutto questo? Marketing… è solo marketing, comunicazione efficace e pubblicità. E qui ci stava bene il ‘Tattatatà

Prima si faceva attraverso il tubo catodico, ora si fa sui social, prima erano le signorine in costume a dirti che il Dash era buono, ora è Chiara Ferragni.

Ed è proprio quest’ultima che sfruttando le sue capacità di comunicazione e la bravura dell’ex fidanzato nel marketing e nella gestione d’impresa, oggi vanta un casino di soldi.

Ha iniziato come influencer

Prima di essere la Chiara nazionale è stata un influencer. Ovvero non ha fatto altro che fare comunicazione mirata all’acquisto. E ci è riuscita. Poi si è voluta evolvere, scelta giusta e tutta sua, ma c’è chi attraverso questo settore ci sta vivendo da una vita.

Se vi dico Giorgio Mastrota? Lui fa pubblicità chiaramente in tv, ma se lo prendete e lo mettete nei social automaticamente diventa un influencer.

Tra follower comprati, bot, ignoranza che dilaga e varie fake anche il ruolo dell’influencer stava diventando un po’ un piazza di scemenze. Instagram è corso ai ripari eliminado i like e bloccando ed eliminando ogni tipo di crescita forzata.

Problema risolto? No perchè il grande lavoro svolto dagli influencer che hanno studiato marketing, comunicazione e social, quelli che vengono dalla gavetta e sanno che significa crescere a proprie spese, quelli che lavorano dalla mattina presto alla sera tardi non ci stanno ad essere affiancati a chi non ha mai letto un libro.

E così a macchia d’olio stanno nascendo corsi di laurea, progetti, seminari e approfondiment sul mondo degli influencer. E aggiungerei anche finalmente.

Ma attenzione

Nel 2019, o alla sua fine, cercare di specializzare ed istruire anche il popolo social credo sia un grande successo. Ma non tutti i corsi sono utili, non tutti i corsi servono a qualcosa e rischiate di buttare tempo e denaro dietro a specchi per le allodole.

Fate attenzione, guardate chi farà il corso, guardate il suo percorso, le capacità e cosa vi andrà ad insegnare… questa è l’unica garanzia.

Quindi il 2020 sarà la fine dell’influencer e la nascita di una professione con un percorso di studi preciso, con un ‘pezzo di carta’ che lo dimostra ed i mezzi necessari per attuare il marketing, la comunicazione efficace e tutto ciò che gira dietro ad un semplice post … resterà solo alle loro capacità riuscire in questo mondo virtuale.

Noi di Docety qualche professionista lo abbiamo, vi lascio il link per vedere qualche coach che potrebbe fare al caso vostro

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